VISITA  LA VALNERINA

La Val Nerina è un’alta vallata che si incontra risalendo da Terni il corso del fiume Nera, che discende dai monti Sibillini. La Valle, nella sua grandiosità, ricorda molto i paesaggi dell’arco alpino. A pochi chilometri da questa splendida e incontaminata località, lungo la via che porta a Visso, facendo una piccola deviazione è possibile visitare l’incantevole abbazia di San Pietro in Valle. Le origini di questo luogo di culto e di ritiro, che sprigiona un’intensa spiritualità, sono antichissime e risalgono al 728 e all’opera del Duca di Spoleto Faraoldo II. Prima di allora, in quel luogo sorgeva un eremo più antico. Il monastero però fu distrutto in occasione di una incursione dei Saraceni nel IX secolo. L’opera di ricostruzione iniziò però nel 996 e fu completata nel 1016 da Enrico II. L’abbazia visse un periodo di grande ricchezza, dovuta soprattutto alle ingenti donazioni di nobili e delle comunità locali. Un inesorabile declino però ebbe inizio nel XII secolo. Nonostante ciò, il monumento è ben conservato e in esso è possibile vedere assai ben illustrata tutto lo sviluppo dell’arte medievale. Le pareti laterali della chiesa, ad una sola navata, conservano infatti uno dei cicli pittorici più importanti dell’arte pittorica romanica in Italia, non privi di influenze bizantine. La realizzazione di tali affreschi risale alla fine del XII secolo. Da vedere anche il campanile del XII secolo e il bellissimo Chiostro a due ordini, edificato nello stesso periodo.

Strettamente legate al turismo religioso, in quanto hanno dato i natali a due delle maggiori figure mistiche di tutte la cristianità, Cascia e Norcia vantano migliaia di visitatori all’anno e sorgono nelle vicinanze dell’Alta Val Nerina.

La città di Cascia affonda le sue radici in un antico centro di epoca romana ed è famosa per aver dato i natali, nel vicino borgo di Rocca Porena, a Santa Rita.

Nel pieno centro della ridente cittadina troviamo la chiesa di San Francesco, costruita nel 1424 su di un tempio preesistente del XIII secolo, del quale è ancora visibile il portale. Al suo interno custodisce preziosi affreschi di Bartolomeo di Tommaso da Foligno del 1460 e un affresco di Nicola da Siena dello stesso periodo.

Lo splendido coro ligneo in stile gotico è invece del XIV secolo.

La chiesa più antica di Cascia è però la chiesa di Santa Maria. Si crede che risalga all’856. L’impianto originario è purtroppo stato cancellato dai diversi terremoti che hanno sconvolto queste valli nel corso dei secoli e i conseguenti rifacimenti. La chiesa conserva, tra le altre opere, una “Deposizione” realizzata da Nicola da Siena.

Poco fuori la Porta Orientale è situata la chiesa di Sant’Antonio Abate, risalente al XV secolo. Al suo interno si trovano, affrescate nel presbiterio, scene della vita di Sant’Antonio eseguite dal Maestro del Transito nel XV secolo.

Di moderna costruzione è invece la basilica di Santa Rita, ubicata in fondo al viale che porta il nome della Santa che qui ebbe i natali. La chiesa venne edificata nel 1947. l’altare maggiore è opera dello scultore Giacomo Manzù, risalente però al 1981.

Dal punto di vista geografico e naturalistico Norcia si trova nel punto di raccordo di due realtà paesaggistiche assai diverse ma contigue: la Valnerina, ovvero il comprensorio della stretta valle fluviale scavata dal fiume Nera e dai suoi affluenti, con le sue pendici montane scoscese ricoperte di vegetazione a foglia caduca, e i Monti Sibillini, la zona montuosa di origine tettonica caratterizzata da vette in grado di raggiungere e superare i 2000 metri di altezza, con pendii erbosi o ricoperti da faggete, arrotondati dall’azione glaciale ed eolica, all’interno della quale si aprono vasti altopiani carsici sfruttati per il pascolo di bovini e di greggi.

I fenomeni carsici sono assai frequenti e in prossimità del centro urbano, a ridosso delle mura cittadine, danno luogo a delle risorgive localmente denominate marcite, ovvero zone in cui l’acqua, raccolta e ridistribuita attraverso un razionale sistema di canali, allaga in maniera continuativa e controllata per lunghi periodi dell’anno ampie zone di terreno, consentendo la raccolta di un fieno abbondante. In alta montagna il fenomeno si manifesta con la presenza di numerosi inghiottitoi che, soprattutto nella parte meridionale dell’altopiano del Castelluccio, sono ben visibili per estensione e morfologia.

L’altopiano di Castelluccio è costituito da un sistema di diversi bacini glaciali svuotatisi in era geologica in seguito ad una serie di sconvolgimenti tettonici. L’altopiano si sviluppa su una direttiva Nord-Sud per una lunghezza complessiva di circa 20 km e prende il nome dal piccolo centro abitato che occupa una delle sue sommità calcaree marginali. Il Pian Grande rappresenta l’altopiano di maggiore estensione (circa 15 km quadrati): ad esso si aggiungono degli altopiani minori (Pian Piccolo, Pian Perduto, Quarto San Lorenzo e il Pian dei Pantani). Nella tarda primavera l’altopiano è teatro di un particolare fenomeno naturale denominato Fioritura e dovuto appunto alla fioritura contemporanea di decine di specie floreali diverse che danno luogo ad un tappeto multicolore che ricopre tutta la valle.

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