Le antiche pietre della sponda romana del Tevere

Comuni interessati dall’itinerario: NOCERA UMBRA – FOSSATO DI VICO – FOLIGNO – GUALDO TADINO – GUBBIO

Un itinerario lungo il fiume alla scoperta delle testimonianze più significative dell’Impero dei Cesari in Umbria

Tavola Eugubina

Gubbio, che sorge ai piedi del Monte Ingino, fu un importantissimo centro politico e religioso delle popolazioni umbre. Ciò emerge soprattutto dalle sette Tavole bronzee conservate a Palazzo dei Consoli, che costituiscono un vero e proprio decalogo delle usanze religiose, dei costumi, delle strutture politico-sociali e perfino della consistenza urbana dell’antico centro umbro. La tota iionina (città iguvina, nome umbro trascritto nelle Tavole), anche se  inevitabilmente influenzata (basti pensare che parte delle Tavole sono scritte in lingua umbra, ma con l’alfabeto etrusco), fu così in forte opposizione con la popolazione etrusca da indurla a stringere alleanze fin dal III secolo a.C. con i Romani, il cui dominio sembrò evidentemente preferibile a quello etrusco. Nominata municipio nel 90 a.C. con il nome di Iguvium, la città fu fiorente per tutti gli anni dell’Impero, finché l’invasione ostrogota non ne causò la parziale distruzione.

La visita può iniziare proprio da palazzo dei Consoli, dove, nella stessa sala in cui sono conservate le Tavole eugubine, è possibile ammirare la serie di monete umbre (III secolo a.C.) coniate a Gubbio, che fu l’unico centro insieme a Todi a batter moneta, con l’iscrizione IKUVINI.

Teatro romano, Gubbio

Dal 1997, poi, in alcuni ambienti ricavati nelle costruzioni del palazzo dei Consoli, è stata allestita la Raccolta Archeologica, che comprende oltre a frammenti, statue e marmi romani, anche un’interessante iscrizione inerente al compimento del teatro romano e al restauro di un perduto tempio in onore di Diana.

Il teatro è l’edificio romano meglio conservato e, con i suoi 6000 posti, uno dei più grandi dell’antichità. Risalente agli ultimi decenni del I secolo a.C., il teatro è oggi suggestiva sede della stagione teatrale organizzata ogni estate dal Comune di Gubbio. Altre testimonianze di epoca romana sono costituite dal Mausoleo di Pomponio Grecino, un rudere di tomba romana, dalle Terme di via degli Ortacci, vicino alla Chiesa di San Francesco, un complesso termale di epoca imperiale. Lasciata Gubbio, si prende la SS 219 fino alla località Osteria del Gatto, dove si prosegue sulla Statale 3, Flaminia, in direzione di Fossato di Vico.

Il luogo, immerso nel verde alle pendici della catena Appenninica, fu importante insediamento romano al tempo della realizzazione del diverticolo della Flaminia, ab Hervillum-Anconam.

Il centro romano sembra tuttavia essersi sviluppato nella parte collinare a monte della arteria stradale, nella località oggi chiamata Borgo. Qui, nella zona detta Aia della croce, sono stati ritrovati dei resti pertinenti ad un tempio di tradizione umbra dedicato alla dea Cupra, che farebbe supporre l’esistenza di un centro frequentato già in epoca umbra.

La Rocca Flea, Gualdo Tadino

Riprendendo la Statale 3, Flaminia, il nostro itinerario ci porta a Gualdo Tadino, sorto come centro umbro (nelle tavole eugubine, i Tadinates sono citati come grandi nemici di Ikuvium) e poi rifondato dai romani con il nome di Tadinum. Dal 1999 nella bellissima Rocca Flea di Gualdo Tadino (edificio del XII secolo, ricostruito da Federico II e restaurato da Biordo Michelotti nel 1394) sono ospitate le raccolte storico-artistiche del Comune.

L’antica chiesa della rocca ospita la sezione archeologica, in cui si segnalano frammenti di tabelle epigrafiche, di materiale architettonico e un interessante sarcofago marmoreo, databile alla fine del II secolo d.C. Lasciata Gualdo, si imbocca nuovamente la Flaminia fino a  raggiungere Nocera Umbra. La città di Noukria fu antico centro umbro, poi divenuto stazione romana.

Lo sviluppo del sito romano, che è stato localizzato nella zona dell’attuale stazione ferroviaria, è da mettersi in relazione alla costruzione della via Flaminia, dalla quale, proprio in questo punto, si staccava la strada per Ancona. Al centro della città di Nocera, in piazza Caprera, troviamo la quattrocentesca chiesa di San Francesco, sede della Pinacoteca, nonché della raccolta archeologica. La maggior parte del materiale antico ivi contenuto è costituito da are, cippi, tavole iscritte e da un’erma femminile, raffigurante forse Agrippina madre di Nerone.

Appena fuori dall’abitato di Nocera, procedendo sul tracciato della via Flaminia che corrisponde a quello antico, si incontra il ponte detto Marmoreo, costruito in blocchi quadrangolari appena sbozzati e giustapposti senza cemento.

Palazzo Trinci, sala delle arti e dei pianeti, Foligno

Il nostro itinerario si conclude quindi a Foligno. Prima che insediamento romano, Fulginia o Fulginium fu abitata dalla popolazione degli umbri Fulginates. Ancora incerta appare l’esatta ubicazione del centro romano, che alcuni pensano essere sorto nella zona di Santa Maria in Campis (a sud-est di Foligno), dove si sono evidenziati i resti di una abitazione con pavimentazione a mosaico (ora al Museo di Palazzo Trinci) e le tracce di una necropoli in uso dal I secolo a.C. al IV d.C.

La raccolta archeologica cittadina è ospitata nella sale di Palazzo Trinci (piazza della Repubblica) e raccoglie sia materiale proveniente da scavi nel territorio occupato dalle popolazioni umbre dei Fulginates e dei Plestini (l’antico territorio umbro di Plestia corrisponde all’attuale zona di Cancelli, Pale e Colfiorito), sia materiale romano (stele, cippi sepolcrali, epigrafi e corredo funerario proveniente dalla necropoli di Santa Maria in Campis).

Una nutrita sezione ospita, infine, i reperti archeologici che fecero parte delle collezioni private della città, tra cui la più importante è la collezione della famiglia Trinci. Tra i materiali archeologici, appartenuti ai Trinci, merita una segnalazione particolare il rilievo funerario in marmo bianco che reca scolpita la rappresentazione del Circo Massimo di Roma.

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