Il "Trocco del Lupo", una location mitica sulle colline di San Terenziano, dove pare tanti anni fa un lupo andava ad abbeverarsi di acqua piovana su un pietrone flagellato dal vento, dalla neve e dalle tempeste di tramontana.
E su questo spezzone di roccia, causa le millenarie intemperie, si è creato una specie di avallamento dove si riuniscono le acque, dove il lupo (mito? suggestione? trasfigurazione?) che forse veniva da Gubbio (quello stesso di San Francesco?) leniva la sua sete.
Comunque sia il TROCCO, parola onomatopeica, fa parte dell’immaginario collettivo dei santerenzianesi, gelosi e riservati custodi dei propri piccoli segreti, che alla storia del lupo, in cuor loro ci hanno sempre creduto.
Uomini e lupi, un rapporto maschio di virilità ostentata, di rispetto reciproco.
Ebbene, oggi il “Trocco del Lupo” diventa un ristorante con un marchio antropologico che vuole sottolineare il carattere del paese e la sua storia. Antiche e nuove ricette ma tutte collocate nel solco della genuinità e della tradizione, con qualche apporto di modernismo.
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